FRANFURT E IL COMPATIBILISMO

L’importante filosofo americano Harry Frankfurt nel 1969 propose un celebre esperimento mentale che ha dato molta credibilità ai sostenitori del compatibilismo riguardo alla libertà del volere. I critici del compatibilismo spesso sostengono che in un mondo del tutto deterministico non è possibile considerare qualcuno responsabile delle sue azioni. Immaginiamo una situazione in cui Hitler sia indeciso se invadere l’Austria o meno. Sappiamo che poi Hitler ha effettivamente deciso di invadere l’Austria. I critici del compatibilismo sosterrebbero che se Hitler non avesse potuto fare diversamente, non potremmo dire che sarebbe responsabile dell’invasione. Immaginiamo anche che uno scienziato malvagio si sia impossessato del cervello di Hitler e che dopo che Hitler ha deciso se invadere o meno faccia in modo che comunque Hitler dia l’ordine di invadere. In questa situazione Hitler non avrebbe alcuna possibilità di fare diversamente, eppure noi lo considereremmo responsabile. Questo vuol dire che non è necessario che noi abbiamo la possibilità di agire diversamente per essere responsabili.

John Earman, forse il più grande filosofo vivente, sicuramente uno dei maggiori, ha risposto in poche righe nel suo Primer on determinism del 1986 a Frankfurt, senza citarlo esplicitamente. Oggi quasi tutti i filosofi sostengono quello che Earman chiama il parassitismo del mentale sul fisico, secondo il quale una persona non può stare in due stati mentali diversi se sta nello stesso stato fisico. Possiamo sostenere che, benché non valga il principio secondo il quale per essere responsabile Hitler dovrebbe avere la possibilità di agire diversamente, vale comunque il principio che il Fuehrer dovrebbe avere la possibilità di decidere diversamente. Ora, sempre usando un esperimento mentale alla Frankfurt, è facile immaginare che lo scienziato maligno, avvalendosi del parassitismo, non solo costringa Hitler a invadere l’Austria, ma faccia sì che Hitler decida di invadere l’Austria avendo la sensazione di aver scelto liberamente. Questo sempre che siamo in un mondo deterministico. A questo punto chi darebbe più delle colpe a Hitler?

Da questo impasse si potrebbe uscire seguendo la via battuta da Simone Gozzano, che nel suo Pensieri materiali, difende la teoria dell’identità fra mente e corpo proprio per salvaguardare la libertà del volere. In effetti se i nostri stati mentali fossero i nostri stati fisici, esattamente come la temperatura è il moto delle molecole, allora in un mondo indeterministico avremmo in effetti la possibilità di decidere autonomamente. Il problema è però che la teoria dell’identità fra mente e corpo per molti motivi è tutt’altro che sostenuta dai più recenti risultati delle scienze empiriche.

In definitiva da Frankfurt non arriva un grande aiuto ai compatibilisti.

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