I LUOGHI COMUNI DEL PROFESSORE

A. Oggi gli studenti arrivano all’Università che sono proprio degli ignoranti!

B. Cinquanta anni fa arrivavano all’Università solo i figli della buona borghesia, che provenivano da famiglie di media cultura. Oggi arrivano all’Università figli di tutte le classi sociali, con situazioni in famiglia molto diversificate. E’ naturale che la media si sia abbassata.

A. Oggi noi Professori universitari siamo diventati Professori di Liceo e l’Università sembra una Scuola secondaria.

B. La mia esperienza – e ho insegnato sia all’Università che al Liceo – è che in media i professori di liceo sono umanamente più ricchi e più motivati di quelli universitari, per cui sarebbe meglio non denigrarli troppo. Inoltre i licei in Italia funzionano meglio delle Università. Infine è chiaro che in un’Università di massa il livello medio si è abbassato.

A. Oggi nessuno sa più scrivere in Italiano. Quando correggo le tesine triennali sembrano scritte in un’altra lingua.

B. Ancora per molti italiani l’italiano non è la prima lingua, ma la seconda dopo il dialetto. La lingua parlata nelle grandi città, inoltre, è quella dei media. Una lingua semplice e spesso gergale. Quello che tu chiami “Italiano” è una lingua letteraria, che parlano in pochi e soprattutto in occasioni ufficiali. Quando correggi una tesina, sarebbe meglio che guardassi alla struttura del ragionamento, piuttosto che al tuo ideale di lingua.

A. Questi ragazzi non sanno una parola di latino e di greco. E invece gli studi classici sono altamente formativi dal punto di vista logico.

B. I migliori scienziati e filosofi oggi vengono dal mondo anglosassone, dove non si studiano il greco e il latino, se non fra i filologi, per cui sapere il greco e il latino non è certo condizione necessaria per imparare a ragionare. Sarebbe meglio che nelle nostre scuole si studiasse la logica.

 

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4 commenti

Archiviato in SOCIETA'

4 risposte a “I LUOGHI COMUNI DEL PROFESSORE

  1. Indi

    A. Gli studenti di oggi non hanno educazione. Immagina come si rivolgono a un “proff” (sic) quando scrivono le e-mail.
    B. Ma non è come scrivono, bensì il contenuto: ti chiedono cose come “è vero che il programma è quello che si trova sul web?” ecc. Non c’è più rispetto né religione.
    A. ma gli studenti di oggi hanno più cose con cui confrontarsi e sono così distratti da internet…
    B….
    🙂

  2. A è il luogo comune, B la tua spiegazione?

    Non concordo assolutamente con il ragionamento sull’italiano. Certo quando ero studente al Liceo Classico il mio voto medio del tema era introno al 5 e 1/2. Non ero certo d’accordo con il professore perché i miei contenuti era interessanti. In effetti il voto era abbassato non tanto dall’uso dell’italiano quanto dall’esposizione del contenuto in sè; i miei erano come dei trattati di matematica: tesi, antitesi, sintesi, ogni volta.
    Certo la struttura del ragionamento è importante ma lo è altrettanto come questo viene scritto. Non tutti nasciamo scrittori (io non ho talento) ma che sia richiesta un corretto uso della lingua è il minimo.

  3. franco

    sono perfettamente d’accordo con il titolo: gli argomenti sia di A che di B altro non sono che luoghi comuni.

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