LA DEMOCRAZIA NELLA CHIESA

In margine agli ultimi scandali in cui sono coinvolte alte personalità della Chiesa cattolica, come quelli raccontati ieri sera a Report su Don Verzé, mi vengono in mente le seguenti riflessioni. La Chiesa cattolica, al di là del fatto che uno abbia fede o meno nel cattolicesimo, svolge molti ruoli. E’ promotrice di innumerevoli attività meritorie. Spesso il basso clero, dalle parrocchie alle missioni, è un punto di riferimento per i diseredati e i reietti. Come sempre accade, più si sale nella gerarchia, e spesso maggiormente discutibili diventano i personaggi. Sono convinto che ci siano più agnostici nell’alto clero cattolico, che fra gli scienziati, nonostante si dica spesso che la scienza naturale sia contro la fede. Il clero è fatto da uomini e gli uomini sono uguali dappertutto. Spesso perseguono i propri interessi con comportamenti egoistici e prepotenti. Fra tutti i modi di convivenza civile che l’uomo ha pensato e provato la democrazia liberale è il meno peggio. Una struttura che impedisce alle lobby di vario tipo di controllare la maggior parte dei beni e dei servizi, come succede invece in ogni sistema non democratico. Purtroppo la Chiesa non è democratica. E questo è il suo più grande difetto. Si è costituita in un’epoca in cui vigevano gli assolutismi, ma ora non è più così. Il vero problema della Chiesa è questo: la mancanza di democrazia interna. Essa ne guadagnerebbe profondamente e potrebbe giocare un ruolo rispetto alle grandi sfide che ci aspettano. Democrazia ovviamente non rispetto al credo, ma rispetto alle scelte e alle strategie. Probabilmente così sarebbe meno efficiente, ma sarebbe di certo più efficace, nel coinvolgere meglio le persone e soprattutto sarebbe più pulita.

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4 commenti

Archiviato in POLITICA

4 risposte a “LA DEMOCRAZIA NELLA CHIESA

  1. Ho la sensazione che il problema sia strutturale; ma tolta la struttura non rimane niente di quello che caratterizza ciò che rende la chiesa cattolica la Chiesa Cattolica.
    Certo, lei dice ‘democrazia non rispetto al credo, ma rispetto alle scelte e alle strategie’; penso tuttavia che la Chiesa (con la C maiuscola) decida e faccia strategie proprio in base al credo, ad un tipo di credo assolutista, retrogrado, opulento e ben lontano dalla fede delle persone; è già malato il fatto che esista lo IOR ed il Vaticano sia uno stato. La fede è altrove, la chiesa (intesa come comunità, nel senso originale) è ovviamente altrove.

    Vorrei comunque spezzare una lancia a favore del basso clero: quando, in preda all’ansia_da_crisi_economica tutti i cittadini gridano allo scandalo e vorrebbero bruciare le chiese (piccoli Burzum crescono) ree di non pagare l’ICI (alla quale dovrebbero pensare le casse dello IOR), andrebbe fatta distinzione tra i piccoli preti locali ed i veri missionari, i quali non dispongono di grosse somme di denaro, eppure aiutano i ceti più poveri con grande umiltà, e dall’altra parte l’enorme macchina-chiesa che ci tormenta con la pubblicità dell’8xmille e coi Meeting a Rimini.
    Interessante, anche se estremamente di parte, questo sito dell’UAAR (http://www.icostidellachiesa.it/).

    Mi chiedo cosa intenda con: “potrebbe giocare un ruolo rispetto alle grandi sfide che ci aspettano”. Mi viene un po’ da sorridere, non tanto perché la frase non abbia alcun senso (ne ha eccome!), ma la vedo con parecchia ironia, quasi come un paradosso. Non ce lo vedo proprio il buon Pontefice ad aiutare le famiglie che non arrivano alla fine del mese – ovviamente con “aiutare” non intendo dedicar loro parole d’incoraggiamento nell’omelia della domenica…

  2. Claudio

    “La Chiesa cattolica, al di là del fatto che uno abbia fede o meno nel cattolicesimo, svolge molti ruoli”… Ruoli che però senza la fede non potrebbero essere svolti. Dalla fede nasce infatti quell’illusione millenaria di massa di un Dio che porta i fedeli (anche) a donare denaro con offerte personali o attraverso meccnismi statali ben noti o meno noti, che in minima percentuale vengono utili per le missioni del basso clero. Esistono sì, è vero, anche associazioni che raccolgono fondi per bisognosi e cause giuste, senza servirsi di alcun Dio… ma la chiesa senza fede non sarebbe presente nemmeno nelle missioni. Alla base delle missioni, spesso messe in atto proprio a scopo propagandistico, c’è di fatto la fede. Una fede. Il pensiero “Come sempre accade, più si sale nella gerarchia, e spesso maggiormente discutibili diventano i personaggi” mi pare estremamente fallace. Ci sono personaggi pessimi (e ottimi) dal basso in alto in ogni ambiente. Direi al massimo che più si sale e più si può “prendere” e con metodi idealmente meno volgari e sporchi, ma anche questo è tutto da vedere. Gran parte delle persone che leggono i libri, per capirli e non solo per leggerli, più che agnostici sono indifferenti al mondo di dei, santi e madonne; poi nel sociale per forza di cose, per solidarietà, per comodità, per interessi, ciascuno ci si maschera come si può. “Fra tutti i modi di convivenza civile che l’uomo ha pensato e provato la democrazia liberale è il meno peggio”… Sono d’accordo. Alternative valide alla democrazia liberale per ora non ne conosco e non mi risulta d’averne mai trovata una nemmeno leggendo. Il reale problema atuale della chiesa è che ogni credo in generale è in caduta libera. La gente va verso un mondo (si parla comunque di secoli) in cui qualsiasi cosa che non sia “palpabile” farà una certa fine. Il problema reale della chiesa è che nel 2011 si serve ancora di un Dio per giustificare ciò che è e che fa, quando ormai vedersi proposto un Dio non ci fa più alcuna impressione e proporre un Dio non fa più cassetto. Detto questo, il fatto che all’interno dell’ambiente chiesa vi siano anche persone disoneste è tanto scontato quanto ovvio. Il problema: decapitando i vertici con battaglie dei media e della gente contro uomini di chiesa discutibili, il piccolo clero, quello che conta davvero per i bisognosi, che fine fa? E’ un problema che mi pongo spesso, io che credente non lo sono per nulla, ma conosco preti e persone vicini alla chiesa che fanno del bene da decenni in cambio di poco o nulla. E’ possibile trovare una soluzione… eliminare i poco raccomandabili, senza mandare all’aria tutto ciò che di buono c’è? O ogni ambiente è inevitabilmente sorretto da azioni disoneste ai vertici? Un giorno della fede non resterà altro che le chiese, che sono dei veri e proprio musei, per ora a ingresso libero… ma che ne sarà delle azioni di chi davvero si dà da fare in nome di Dio, magari pure non credendo? La “democrazia celeste” non è il problema. La chiesa non è mai stata democratica.

  3. mario

    Per tornare a bomba sul tuo ragionamento, se ben capisco, tu accenni a qualcosa come una divisione, nella Chiesa, tra i ruoli dottrinali, che rimarrebbero affidati per cooptazione, come oggi, e quelli organizzativi ed amministrativi, che verrebbero affidati per elezione democratica. L’idea e’ interessante, in parte gia’ è applicata in alcune chiese non cattoliche. Ovviamente non so dire se sarebbe giusta e funzionerebbe. Ma le responsabilita’ pastorali, da quale delle due parti le vedresti?

  4. Per rispondere a Mario. Probabilmente un sistema misto, in cui la partecipazione dal basso sia più importante.

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