SCHETTINO: CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA

E’ facile indignarsi ascoltando la telefonata fra Schettino e il Capitano a terra. Si sentono reazioni del tipo: “Non era adatto a quel compito”, “E’ un codardo”. “Una vergogna per l’Italia”. Ecc. Non c’è dubbio che Schettino ha sbagliato. Doveva rimanere sulla nave. Non dico essere l’ultimo a scendere, ma comunque di certo non essere il primo ad abbandonarla. Io però onestamente non so che cosa avrei fatto al posto suo. Mi sembra di aver capito che le probabilità di esplosione in una situazione del genere sono molto alte. Per fortuna non si è veificata, ma il fatto che il carburante non sia esploso non significa che non fosse molto probabile. Ognuno dovrebbe farsi questa domanda: se io fossi sulla nave e sapessi che la possibilità che esploda e muoriamo quasi tutti è molto alta, rimarrei  o scapperei come posso? Io non saprei rispondere. La tentazione di fuggire penso sarebbe molto grande. “Ah ma lui è il capitano!” Sì sarà il capitano, ma sarebbe diventato il capitano morto, comunque. La nave non era una corazzata che difendeva la patria. “Ah ma non doveva avvcinarsi”. Sì ma si sa che una delle cose che piace di più ai passeggeri delle crociere è proprio avvicinarsi alle piccole isole, pratica nella quale mi dicono che Schettino fosse un virtuoso. A me viene da pensare che questo linciaggio mediatico non sia molto edificante. sarebbe stato meglio che quella telefonata fosse andata solo in mano agli inquirenti. E chi la ha diffusa andrebbe punito. E chi è senza peccato scagli la prima pietra!

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8 commenti

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8 risposte a “SCHETTINO: CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA

  1. Pienamente d’accordo.
    Sono valide tutte le premesse: era il capitano, doveva restare a bordo perché quello era il suo ruolo, di sicuro è stato addestrato anche per gestire situazioni di pericolo imminente. Ormai fanno fare corsi, esami, prove, test e quant’altro per ogni evenienza a tutte le figure professionali, sicuramente anche i cuochi e gli addetti ai servizi igienici conoscono le procedure di emergenza. Figuriamoci se queste prevedono che il capitano sia il primo a svignarsela. Del resto, è pure il capitano che decide la rotta, quindi oltre ad essere responsabile della sicurezza, è pure responsabile della tragedia.

    Però è parimenti troppo facile tutto questo polverone mediatico. Vorrei vedere chi più si incazza con Schettino quanti scheletri nell’armadio ha, ed alza la voce per non fare sentire le voci che ha addosso; ad ogni modo, chi è senza peccato, se c’è…

    _Luca

  2. Luigi

    Penso che lei non ha ben chiaro chi sia un comandante. Pirla!!!!!!!

  3. Thomas

    Credo che mancando ovunque ormai quella coesione sociale che in qualche modo garantisce che il proprio Beruf, come direbbe Weber, sia percepito come tale, come possiamo poi in situazioni come queste pretendere che il capitano affondi con la nave! Sono in sintonia con il Suo post, e credo che fra l’abbandono e il sacrificio molti avrebbero scelto l’abbandono.
    Inoltre, e non mi sembra cosa da poco, la responsabilità della capitaneria è pari a quella del comandante. Ma come, vedi (radar, eco sonar, sistemi di pilotaggio satellitari simili a quelli che hanno i treni) che una nave si avvicina troppo all’isola e non dici nulla! Ancora la faccenda non è chiara.

    Thomas

  4. alfredo

    Io non punirei chi continua a diffondere la notizia…

  5. francesco

    il fatto ha natura mediatica par excellence, la gogna anche. non capisco l’uso del motto evangelico. la codardia può essere giustificata, ma abbandonare persone in pericolo per mettersi in salvo venendo meno ai propri obblighi è cosa degna di esecrazione. la telefonata di un criminale colto in flagrante, responsabile materiale di un danno grave, che lascia senza soccorso le vittime della prorpia imprudenza non andrebbe resa nota? in circostanze come questa la censura sarebbe ugualmente degna di esecrazione. la codardia del capitano è causa diretta della gogna a cui è stato sottoposto. la fuga individuale per motivi di paura non controbilancia l’odio della massa per motivi di rabbia, ma entrambe hanno fondamentali proprietà soggettive. la telefonata è un fatto documentato, non la si può mettere sullo stesso piano della reazione soggettiva.

  6. Caro Enzo, meno male che ti conosco da circa 40 anni…. Schettino non solo doveva rimanere a bordo ma anche possibilmente morire al posto dei passeggeri nel tentativo di salvarli tutti. Quando si fosse accertato personalmente che tutti erano salvi allora avrebbe avuto il diritto di pensare alla sua pellaccia. Ci sono professioni dove si rischia la vita e quando si sceglie tale carriera se ne e’ coscenti e si accetta la responsabilita’. Il tuo ragionamento riguardo la corazzata e’ sbagliato perche’ tale rischio non vale solo in campo militare ma anche per Vigili del Fuoco ed altri compiti civili. E’ questione di logica: hai mai sentito parlare di un Capitano di un volo di linea che si butta col paracadute ed abbandona l’aereo che precipita ? Anticipo una possibile risposta: forse e’ per questo che non gli danno i paracaduti… ma ne dubito 😉

    Quando rischiammo il naufragio sulla mia barca nei primi anni ’80 io per salvare te e gli altri ospiti avrei affrontato il peggio. Se mi fossi buttato lasciandvi in balia dei flutti avresti avuto ragione a tirare in ballo la reputazione della mia Mamma: non sarebbe stato scagliare pietre gratuitamente … a parte beccare la Mamma 😦 😉

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