IL PIACERE DI CONOSCERE

La Metafisica di Aristotele comincia con
l’affermazione che l’uomo tende per natura
alla conoscenza. Lucrezio nel De rerum
natura (III, 1067ss.) nota che l’uomo
non si rende conto che il maggior nemico
è il proprio io e che il modo migliore di
sfuggirgli è provare a penetrare la natura.
Hume, all’inizio del suo Trattato sulla
natura umana, ribadisce che la più dolce
e la più innocua strada nella vita è quella
che porta attraverso le vie della scienza e
dell’apprendimento. Bastano queste poche
citazioni dai classici per rendersi conto
di quanto sia importante il ben-essere
dovuto alla conoscenza.
Negli ultimi anni, soprattutto nel mondo
anglosassone, si è sviluppata una letteratura
filosofica divulgativa che conduce
il lettore per mano attraverso i sentieri
dell’argomentazione. Ad esempio Blink
di Gladwell è stato un caso letterario a
New York City, mentre The pig that wants
to be eaten di Baggini ha avuto enorme
successo a Londra e Bruxelles. Gli stessi
libri tradotti in italiano sono rimasti ai
margini del mercato editoriale. E’ probabile
che nel nostro Paese occorra al livello
di Scuola secondaria un’operazione simile
a quella realizzata da Armellini e Colombo
con la loro antologia della letteratura
italiana intitolata Il piacere di leggere. Ovvero
bisognerebbe insegnare la filosofia
nelle scuole come educazione al “piacere
di conoscere”.

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