UNA CRITICA COSTRUTTIVA

Nella mia generazione il concetto di “critica costruttiva” è stato definitivamente sbugiardato in una divertente scena del film “Blues brothers”: i due protagonisti inseguiti finiscono imbottigliati in un parcheggio, allora Belushi dice qualcosa del tipo “bella idea venire da questa parte!” e Akroyd girando disperatamente il volante da tutte le parti, risponde “Almeno potresti fare una critica costruttiva!”. Era la sensazione di molti di noi allora, cioè che eravamo in un cul de sac e che bisognasse azzerare tutto e ricominciare. E’ stato uno sbaglio. E purtroppo oggi quell’idea, che allora era di pochi “progressisti”, è diventata non dico di tutti, ma di molti. Dappertutto si sente dire che l’Italia così non va bene; è una continua lamentazione sui giornali, in TV, sul web, sugli autobus. Sembra quasi di ascoltare lo spirito millenaristico che circola nelle pagine dei Vangeli, dove si capisce bene che quelle piccole comunità pensavano che il mondo stesse per finire, da un giorno all’altro, e che stava per instaurarsi il redde rationem. In effetti nel 70 d.C. i romani, stufi dell’ingovernabilità della Palestina, distrussero il Tempio e provocarono la Diaspora. Questo spirito apocalittico, da fine del mondo, da “tutto da rifare”, è completamente fuori bersaglio. Per quanto la condizione italiana ed europea sia piena di problemi, non bisogna dimenticare che viviamo nella situazione per molti versi più libera e democratica che l’uomo abbia mai realizzato. Basta spostarsi di poco nel tempo e/o nello spazio e incontriamo Auschwitz o la dittatura cinese. Per cui dobbiamo stare attenti a non buttare a mare quel poco che abbiamo. Come diceva il grande filosofo scomparso Paolo Rossi, non c’è nessuna ragione per cui la democrazia, anche se incompiuta e piena di difetti, debba sopravvivere. Basta fare pochi errori e rischiamo di ripiombare nelle barbarie. Dunque va bene criticare il presente, ma, per favore, una critica costruttiva!

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4 commenti

Archiviato in POLITICA

4 risposte a “UNA CRITICA COSTRUTTIVA

  1. Reblogged this on Non al Denaro. Non all'Amore. Nè al Cielo. and commented:
    “Ma tu ancora voti? Che tristezza!”

    (frase realmente rivoltano poco fa)

  2. Reblogged this on Non al Denaro. Non all'Amore. Nè al Cielo. and commented:
    “Ma tu ancora voti? Che tristezza!”

    (frase realmente rivoltami recentemente)

  3. Mi pare siano in molti a fare critiche costruttive, ossia a proporre alternative ai progetti governativi o di altri soggetti.
    È segno che tra i livelli della società e i livelli del potere stesso, c’è poco dialogo, soffocato dalla burocrazia. Andrebbe riformata la burocrazia e dato maggior spazio al dialogo tra le parti prima della decisione. Ovviamente bisogna trovare il modo di conciliare questo con la necessità del governo di agire e prendere provvedimenti strutturali. Dialogo sì ma strutturato.

    Ma se non c’è ragione per cui la democrazia debba sopravvivere, perché ci ostiniamo a mantenerla in vita? Non è meglio una dittatura alla cinese? Io in Cina non mi trovo male e così tanti miei colleghi locali.

    • alfredo

      Ogni volta che i governanti studiano una nuova legge gran parte dei cittadini studiano il modo per evaderla. Da quando esiste il mondo, ogni tentativo di governarlo (che sia democrazia, regno, dittatura o altro), è sempre affetto da tetraplegia intermittente. Esiste uno scollamento fisiologico fra la testa che comanda e gli arti che dovrebbero agire. E’ più o meno quello che succede nel nostro corpo: non tutti i pensieri che passano per la testa sfociano nell’azione, perché evidentemente anche le cellule delle membra hanno un loro cervello. Per fortuna.

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