LA COLPA E’ DELLE BANCHE

Gli uomini in gruppo quando sentono un forte disagio ne cercano la causa. Se gli si propone una facile spiegazione a portata di mano nella quale loro non giocano un ruolo, cioè non dipende da loro, l’accettano visceralmente. La crisi strutturale che stiamo vivendo crea disagio. Apro la televisione su RAINEWS e vedo un lungo report dal titolo “Il problema sono le banche” accompagnato da musica suggestiva, in cui questa scritta campeggia spesso su sfondo rosso. Nel report, come sempre in questi casi, si raccontano solo gli aspetti che mettono in cattiva luce le banche, che ovviamente ce ne sono. Non si spiega perché l’occidente ha scelto di usare le banche piuttosto che gli usurai e gli strozzini, per conservare il risparmio e reinvestirlo. Adesso è chiaro, il mio disagio deriva dalle banche, che sono gestite da persone feroci e senza scrupoli, mentre io sono buono e soffro ingiustamente per colpa loro!

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5 commenti

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5 risposte a “LA COLPA E’ DELLE BANCHE

  1. La ferocia e la bontà non dovrebbe far parte del bagaglio etico delle banche. Solo la professionalità. Rai News è deprimente perché rivela il male e tace sul rimedio!

  2. Bruno1935

    Nulla di nuovo sotto il Sole! Le banche sono una delle manifestazioni caratteristiche dell’ “uomo”, precisamente della sua ferocia, del suo desiderio innato di sopraffare i propri simili, proprio come le guerre. Per fortuna non c’è spargimento di sangue….solo malessere, depressione, rabbia, stress. Non c’è nulla di morale nelle banche, per cui non si può andare contro la natura umana. Un tentativo, ad onor del vero, c’è: sono le cosiddette “banche etiche”, ma la diffusione è fortemente deludente a conferma del mio pessimismo.

  3. La colpa non è delle banche, d’accordo! Ma perchè mia nonna, come tutti i nonni d’Italia, è costretta ad aprire un conto in banca se vuole continuare a percepire la pensione? Perchè il dipendente deve accendere un conto corrente per canalizzare lo stipendio? Perchè …. banca? Ah, già, la colpa non può essere delle banche.

  4. Paola Brancozzi

    Alle banche non doveva essere permesso il passaggio a banche d’investimento da banche commerciali che erano per il sostegno all’economia del territorio in cui erano ubicate .
    Questo passaggio delinquenziale avvenuto nella quasi totalità delle banche ha spostato il credito dal “fare e agire pratico” (investimenti, innovazione e produzione di beni sul territorio) al ” dire ” con spostamento di masse di capitali su compravendite virtuali per speculazioni reali sulle materie prime e creazione artificiale di bolle devastanti in vari settori.
    Ha contribuito al passaggio banca commerciale —-> banca d’investimento il fatto che si sono volute accorpare molte banche tra loro perché il detto “grande è bello” doveva indispensabilmente essere messo in pratica.
    Le direzioni centrali, avulse dalle realtà locali sia per mentalità, sia perché, soprattutto, il guadagno sarebbe stato assolutamente inferiore, hanno concordato in toto l’avventura dell’investimento virtuale ad ogni costo purché i guadagni fossero più che reali ed a scapito totale della massa investitrice che, invogliata con pezzettini di carote e vermetti, ha abboccato all’amo in pieno.
    Il raccolto è stato ed è ancora opulento per gli squali mentre il popolino raccoglie, in generale, qualche volta le briciole e, nella maggior parte, le batoste e le legnate sui denti.

  5. Caro Enzo, ti invito a dare un’occhiata a “Elementi di Economia Politica”, di Terenzio cozzi e Stefano Zamagni, Il Mulino, ISBN 8815051988, in particolare il capitolo 16 con particolare attenzione al paragrafo 2. Attraverso strumenti matematici di base, una semplice analisi delle funzioni dei moltiplicatori dei depositi, per cui il sistema bancario crea moneta, fa comprendere che tale meccanismo oltre creare una “ricchezza” monetaria virtuale e’ assolutamente paradossale. Il modello economico sedimentato negli scorsi secoli e da noi tutti accettato non solo non e’ sostenibile ma contiene elementi e preoccupanti.
    Capisco che non ti piaccia come i media puntino il dito, ma intuitivamente e’ puntato nella direzione giusta, il trucco sta non fermarsi al puntato (le banche in questo caso) ma questo non sarebbe plausibile aspettarselo da rainews: la Gabanelli magari lo fa ma la ascoltiamo in 4 gatti perché’ quando si scende nei particolari qualsiasi argomento tende al tedioso per i non estremamente appassionati.
    Resta il fatto che fino a che l’umanità si baserà su questa rete economica che perpetua un sistema monetario malato che mette toppe su toppe quando il sistema barcolla (ciclicamente per ovvi motivi) senza trovare il coraggio di riformarsi seriamente, siamo destinati a non avere controllo.

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