IRMA BANDIERA

Ci sono pochi dubbi che chi è stato dalla parte della Repubblica di Salò fra il 43 e il 45 ha sbagliato e che invece chi ha lottato contro quel regime era dalla parte giusta. E questo perché il nazismo predicava e praticava l’odio e la violenza, mentre gli altri lottavano per la libertà e la democrazia.  Per questo dobbiamo condannare quelle scelte e festeggiare la Liberazione. Le storie delle persone sono però complicate, per cui fra i partigiani si sono registrati atti indecenti e fra i sostenitori della Repubblica di Salò comportamenti più o meno gravi. Non solo molti di quelli che hanno sbagliato erano giovani e le loro vite possono anche essere profondamente cambiate. E di certo i loro figli non portano la colpa dei loro padri. Ha fatto bene quindi il Presidente della Repubblica a ricordare che domani è la festa di tutti gli italiani. Non credo quindi che oggi abbia molto senso proporre l’antifascismo come politicamente rilevante, anche perché i nemici della democrazia e della libertà sono altri. Da chi ancora oggi si rifà a modelli totalitari e antidemocratici come il Comunismo a chi cerca il consenso delle persone sulla base della denuncia fine a se stessa, da chi predica l’esclusione degli stranieri e l’abbandono del Meridione a chi controlla in modo anticostituzionale i mezzi di comunicazione. Irma Bandiera a poche decine di metri da casa mia a Bologna non è morta torturata e seviziata dai nazifascisti senza denunciare i compagni per tutti coloro che minacciano con simili idee la libertà e la democrazia.

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1 Commento

Archiviato in POLITICA

Una risposta a “IRMA BANDIERA

  1. francesco

    La superiorità etica e politica della Resistenza è un fatto storico documentato e un valore fondamentale della nostra comunità nazionale. Questo mi sembra notevole, non stiamo parlando di un valore astratto, la libertà, la giustizia o l’odio verso l’invasore (d’altronde anche gli anglo-americani erano da invasori e sovente si comportarono come tali), stiamo parlando di un fatto storico concreto (concreto quanto può esserlo un fatto storico) con i suoi morti, le sue ingiustizie e il suo significato politico. La Resistenza è di per sé un valore, questo penso sia grandioso, questo è un fatto che trascende l’idea stessa dello Stato, della continuità del fascismo dentro le istituzioni repubblicane (esercito, scuole, università, prefetture, tribunali, ecc.). E’ l’idea di una comunità storica concreta e immanente, materiale e spirituale allo stesso tempo: a mio avviso i valori etici possono essere solo di questo tipo. Non sono epifenomenici, nascono dentro concreti relazioni causali, ne sono il risultato e si manifestano come dati di fatto. Che cosa resta della Resistenza oggi? Lo studio, la ricerca, la memoria storica, la documentazione, la diffusione.

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