La Stampa TuttoScienze 14.4.12 I paradossi di Zenone Tempo-spazio, materia-movimento eterna sfida per fisici e metafisici di franca D’Agostini

Vincenzo Fano «I paradossi di Zenone» Carocci pp. 142 10,50

A lungo i paradossi sono stati considerati una malattia del pensiero, e del linguaggio. «Per me, scriveva Tarski nel 1969, l’apparire di un paradosso è come il sintomo di una malattia». Nella seconda metà del Novecento si è incominciato a pensare che paradossali siano le basi stesse della conoscenza, e che il merito dei paradossi sia rivelare questa profonda ineludibile verità. La tendenza più recente consiste invece nel vedere nei molti argomenti paradossali che capita di incontrare non il crollo delle nostre comuni intuizioni sulla realtà, ma «un insegnamento» di importanza essenziale per chiarire il significato di concetti di comune uso, nella scienza, in politica, in filosofia, nell’arte.
A quest’ultima tendenza si uniforma il libretto di Vincenzo Fano, I paradossi di Zenone, una ricostruzione rapida e documentata del dibattito che ha circondato i bizzarri argomenti di Zenone di Elea, il quale può essere considerato il primo inventore (o scopritore?) di paradossi della tradizione. Fano esamina i paradossi noti come «l’Achille», «la Freccia», «la Dicotomia», «il Grande e il Piccolo», ne presenta un’analisi approfondita, e offre qualche cenno sulla storia della loro straordinaria fortuna, concentrandosi soprattutto sul problema del movimento.
A quanto sappiamo, Zenone inventò la celebre gara di corsa tra Achille e la tartaruga, in cui l’eroe piè veloce non vince, perché deve colmare le infinite metà del percorso, o l’esperimento della freccia, che in ogni istante è immobile nel punto in cui è, per dimostrare che la rappresentazione della realtà in termini di oggetti che si muovono è fonte di contraddizioni e insensatezze. Naturalmente, i suoi argomenti non funzionano: ma quel che conta, spiega Fano, è che nel cercare l’errore scopriamo aspetti inediti dei concetti di movimento, materia, tempo, spazio, che guidano ogni nostra visione della realtà. È questo dunque l’insegnamento, ed è il motivo per cui i paradossi di Zenone costituiscono ancora una sfida, per i fisici e per i metafisici.

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1 Commento

Archiviato in FILOSOFIA DELLA SCIENZA

Una risposta a “La Stampa TuttoScienze 14.4.12 I paradossi di Zenone Tempo-spazio, materia-movimento eterna sfida per fisici e metafisici di franca D’Agostini

  1. Daniele Tagliacozzo

    questo sì che è self-advertisement in piena regola!

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