LA FILOSOFIA E LE SCIENZE

Nella filosofia si sta sempre di più imponendo la divisione del lavoro che in effetti nelle scienze ha dato frutti immensi. Vogliamo mettere a punto un farmaco per la depressione? Un gruppo ipotizza delle molecole, un altro le sintetizza, un altro ancora le sperimenta in vivo ecc. Vogliamo trovare un’ulteriore conferma della teoria della relatività generale? Cerchiamo le onde gravitazionali. Qualcuno si occupa dei calcoli teorici, qualcuno delle dimensioni dell’interferometro, qualcuno degli aspetti geologici rilevanti per migliorare la sensibilità dell’apparato ecc. Anche in filosofia oggi la letteratura su qualsiasi argomento è talmente vasta che solo anni di studio consentono di dire qualcosa di ragionato su un tema specifico. Tutto questo porta un elemento fortemente emotivo nel fare filosofia, perché ci si innamora di un autore o di un punto di vista. Si diventa allora il filosofo della meccanica quantistica, oppure lo studioso di Spinoza, o anche il portavoce della fenomenologia ecc. E’ chiaro che l’uomo è dominato da forti emozioni e dal desiderio di affermarsi e di questo non sono certo scevri i filosofi e gli scienziati. In tutto questo c’è una certa astuzia della ragione, poiché solo studiosi molto convinti di un certo punto di vista, che lo portano avanti su base profondamente emotiva e non razionale possono scoprire le conseguenze di quella tesi. Come ha mostrato Kuhn, mai si sarebbe affermato il sistema copernicano se appena nato avesse dovuto confrontarsi con quello tolemaico vecchio di mille anni e quindi molto ben sviluppato. Il copernicanesimo ha vinto perché alcuni ci hanno creduto nonostante tutte le sue pecche.

Mi chiedo: si può fare un discorso analogo per la filosofia? Anche la filosofia ha un processo di accumulazione? Quest’ultima affermazione non può essere negata. E’ chiaro che in filosofia punti di vista profondamente contraddittori fra loro coesistono, ma come dice giustamente Hegel il vero è l’intero. E questo intero dai tempi di Aristotele a oggi si è di sicuro ampliato. Non sono però del tutto sicuro che in filosofia paghi così tanto come nella scienza l’esame del dettaglio. Ho come la sensazione che la filosofia abbia bisogno di sintesi, perché la ricerca resta confinata al particolare, si rischia di dire sempre le stesse cose. Mettiamo anche che pure in filosofia ci sia bisogno di grande specialismo. Direi però che ancor più che nella scienza sia anche necessaria la sintesi, cioè il discorso globale. Un discorso che deve certo prendere le mosse dai risultati concreti delle scienze empiriche e della storia dell’uomo, ma che prova a mettere un po’ insieme i diversi frammenti delle ricerche specifiche. Proprio la sua profonda incertezza fa sì che non si possa fare solo ricerca di dettaglio.

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1 Commento

Archiviato in FILOSOFIA DELLA SCIENZA

Una risposta a “LA FILOSOFIA E LE SCIENZE

  1. Concordo in pieno. La filosofia l’ho sempre intesa come una disciplina che deve fornire il quadro generale alla vita, all’universo, ai grandi dubbi dell’uomo. Quando scende troppo nel dettaglio non può che diventare scienza oppure, se non lo diventa, si trova a perdere gran parte della sua potenza descrittiva.

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