LA MEMORIA E IL GRECO ANTICO

Ogni tanto ciclicamente provo a studiare un po’ di greco antico, che non ho incontrato a scuola, avendo frequentato lo scientifico. Mi ricordo una volta che per imparare a memoria l’alfabeto notai che alfa, beta, gamma, delta, epsilon sono un po’ come le nostre a,b,c,d,e, poi ci sono zeta, eta, teta, poi abbiamo iota, kappa, lambda, mu, nu, che sono un po’ come le nostre j,k,l,m,n, poi c’è xi, poi omicron, pi, ro, sigma tau, yupsilon, che sono un po’ come le nostre o,p,r,s,t,u e poi abbiamo fi, chi, psi e omega. In pratica dopo epsilon, la nostra e, abbiamo zeta, eta, teta, tra nu e omicron, le nostre n e o, c’è xi, dopo la yupsilon, la nostra u, c’è fi, chi, psi e omega. In questo modo si utilizza un po’ di mnemotecnica – che era già nota a Lullo – per imparare qualcosa di nuovo, basandosi su qualcosa che abbiamo già acquisito. Mi ricordo che parlai di questo con un’insegnante di greco dell’università, che mi disse che le sembrava del tutto inutile. In effetti questo trucco, che è molto efficiente, non lo ho mai trovato nelle grammatiche di greco antico, neanche in quelle anglosassoni, che sono molto attente a questi aspetti.

Invece una felice scoperta è stata questa grammatica on line che utilizza un altro trucco che mi venne in mente nello stesso periodo. Si possono costruire delle tabelle in modo che a partire dalla desinenza che si trova nel testo si risale rapidamente alle informazioni sul termine, se è un nome o un verbo, in che caso è in che persona e in che tempo e modo. Queste tabelle facilitano molto la traduzione.

Nelle nostre scuole e università il greco antico continua purtroppo a essere un esercizio di pura memoria, oppressivo e privo di spessore intellettuale, che serve ad ampliare le nostre capacità retoriche e il nostro servilismo. E invece in quella lingua meravigliosa sono scritte le opere più grandi dell’uomo, dalla Fisica di Aristotele alle tragedie di Eschilo, Dalla Guerra del Peloponneso di Tucidide agli Elementi di Euclide.

Advertisements

7 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA SCIENZA

7 risposte a “LA MEMORIA E IL GRECO ANTICO

  1. Interessante la tua scoperta ma non mi sembra nulla di così innovativo. Io ho fatto il classico e quindi studiato greco e mi ricordo che il trucco di crearsi tabelle simili che, data la desinenza, aiutino a ricostruire la parola era di comune utilizzo. La professoressa stessa ce le faceva compilare, anche se non erano così esaustive. Ti dico però che la cosa più utile era aver speso del buon tempo a mandare a memoria il maggior numero di parole interessanti, per esempio tutta la lista e declinazione dei verbi irregolari (108 se non ricordo male). Alla fine è come studiare il latino solo nella traduzione ci si può mettere più fantasia per rendere il concetto.

  2. silvano

    La mnemotecnica, che pare qui elogiata, consiste appunto in un esercizio della memoria, e fu inventata giusto da un greco, un tal Simonide, un poeta vissuto nel VI secolo avanti Cristo. Aver memoria, e soprattutto esercitarne l’arte, non rende affatto servili. Rende, anzi, liberi. E in questo senso concordo del tutto con il commentatore precedente. Spendere del buon tempo per mandare a memoria, esercitandosi a non dimenticare, è attività davvero utilissima e davvero orientata verso la libertà.

  3. Caro Kara, la novità è che quelle tabelle fanno parte di una grammatica e non circolano solamente fra gli studenti e magari qualche insegnante più avveduto.
    La mnemotecnica è uno dei tanti strumenti che un professore intelligente potrebbe usare per insegnare il greco, cosa che non venne in mente alla mia pur brava collega. Né riusciva a capirlo. Ancora oggi in molti ginnasi si insegna la grammatica con centinaia di eccezioni senza leggere un testo, insistendo sui casi e senza spiegare la ragione, spesso non nota all’insegnante stesso, di perché si sta studiando quella lingua morta. Il povero adolescente immerso nella nostra società o è un servo che impara tutto senza saperne il perché oppure diventa uno svogliato vagabondo con poca autostima.
    Se va bene l’insegnante di greco è in grado di apprezzare la letteratura greca, che il meno importante dei contributi immensi all’umanità di quel mondo. E comunque non prova a fargliela assaporare se non dopo due anni di torture intellettuali.

  4. Gianluca

    «Se va bene l’insegnante di greco è in grado di apprezzare la letteratura greca, che il meno importante dei contributi immensi all’umanità di quel mondo»: scusa, c’è qualcosa che mi sfugge nella sintassi di questo periodo.
    Hm, quindi suggerisci un approccio bastone/carota, dove la grammatica fa la parte del bastone? Zut zut, la conoscenza è tutta e solo carota: conoscere a memoria decine di liste di verbi particolari e le commedie di Plauto in ordine alfabetico, i nomi delle rocce metamorfiche, dov’è l’olecrano, gli assiomi, lunghi passi della Divina Commedia. Sì, la memoria, che non ti lascia nemmeno nel deserto (salvo che per una severa insolazione).

  5. Urania

    Brutta storia i cattivi maestri e la cattiva autogestione. Qui ce n’è abbastanza per trasformare la qui presente Musa in una Erinni….”Nelle nostre scuole e università il greco antico continua purtroppo a essere un esercizio di pura memoria, oppressivo e privo di spessore intellettuale, che serve ad ampliare le nostre capacità retoriche e il nostro servilismo. “.
    Io detesto l’ arroganza di chi pretende di tranciare giudizi senza conoscere di cosa parla.. Giacchè sono una giovane insegnante, classicista per l’ appunto, con background di studi antropologici anche,mi permetto di parlare.
    Ho incontrato già molti studenti, taluni rovinati da gente che vuole trattare le lingue antiche come la chimica o l’ algebra. O da scienziati o epistemologi cui vengono assegnate cattedre non loro proprie.
    Una lingua non è un esercizio di memoria: nella lingua posso leggere tutto il mondo dell’ autore,la sua civiltà, come organizza il pensiero.. Tradurre impone l’ utilizzo di varie capacità di ragionamento e adattamento.. oltre al riconoscimento di desinenze e casi.
    Se si è smesso di esercitare la memoria.. o E se le lingue antiche sono diventate tortura cinese, non è colpa nostra.
    Il greco non è mero esercizio di mnemotecnica, ma necessita di sforzo menemonico.. La capacità di ragionare la si impara con quei testi.. Di Tucidide guardi di questo passo lei non apprenderà che i caratteri del frontespizio. Se mi vuol contattare un corso di greco glielo faccio io.
    Vedrà come saranno felici i suoi neuroni.

    Sa quanti classicisti ci sono su Wp? se vuole uno spaccato positivo di noialtri, legga IL NUOVO MONDO DI GALATEA E ONESIPHOROS.
    Adesso, per impegni accademici, e di lavoro, non posso scrivere di più. Nè posso aprire un mio personale blog.

  6. Johng338

    I appreciate your wordpress web template, exactly where did you down load it through? ekddebaefeeb

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...