DUE INTERPRETAZIONI DELLA CRISI

In un bell’articolo sul Manifesto di domenica 29 luglio, Alberto Burgio propone alcune riflessioni sulla crisi e la comunicazione. Ci sarebbero due interpretazioni della crisi: 1. quella secondo cui i governi occidentali hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità e adesso devono tagliare la spesa; 2. quella secondo cui la finanza è troppo libera e che quindi per fermare la crisi occorre regolamentare il flusso dei capitali. Burgio continua sostenendo che sulla stampa e in televisione viene presentata quasi esclusivamente la prima interpretazione e la seconda è quasi del tutto taciuta.

Io leggo poco i quotidiani italiani e poco ascolto la TV, ma per esempio rainews, canale 48 del digitale terrestre, dà molto più spazio alla seconda interpretazione che alla prima. Sulla rete, inoltre, ho la sensazione del pensiero unico: cioè quasi tutti i post che leggo su facebook sono orientati verso la seconda interpretazione. Per cui non sono del tutto convinto che le cose stiano come dice Burgio. Ma tant’è.

Potrebbe però essere che le due interpretazioni fossero entrambe vere. Ovvero, la libera circolazione dei capitali ha fatto bene al mondo, portando al benessere miliardi di persone che vivevano nell’indigenza. E questo, come tutti gli uomini di destra, Burgio, che difende i privilegi dei suoi compagni di strada, lo dimentica. E’ però vero che progressivamente, soprattutto in America, ma in parte anche in Europa, sono stati tolti dei vincoli all’uso e alla costituzione dei prodotti finanziari che hanno consentito la crisi dei subprime e quindi quella del debito sovrano. Che debbano essere introdotte delle regole in questo senso è assolutamente fondamentale. Ma questa è cosa ben diversa dal bloccare il flusso dei capitali che è un’idea tipicamente iniqua e di destra. D’altra parte il wellfare ha avuto negli anni Ottanta in Italia degli sprechi enormi, dei quali le nuove generazioni stanno pagando le conseguenze. E questo di nuovo solo un uomo di destra come Burgio lo può negare. Settantenni e sessantenni e anche cinquantenni stanno godendo di risorse che non c’erano, facendo buchi di bilancio facilmente prevedibili e che stanno ricadendo su trentenni e ventenni. Negare questo vuol dire esser a a favore della sperequazione e dell’ingiustizia sociale.

Non so, vedo che anche i nostri migliori intellettuali – e Burgio è fra questi – non riescono a uscire da vecchi schemi sbagliati.

Annunci

1 Commento

Archiviato in POLITICA

Una risposta a “DUE INTERPRETAZIONI DELLA CRISI

  1. carlo

    Forse sarebbe meglio spiegare cosa significa che la sinistra difende interessi privilegi di casta e persegue politiche di destra,non diamo tutto per scontato!Cosa dire della sinistra che nella sua storia ha perseguito l’equità sociale,i contratti colettivi di lavoro,l’assistenza sociale?Per chi vive
    in difficoltà economiche e un pò ai margini la sinistra è questa.Il mondo è cambiato, come dare risposte alle difficoltà di oggi,che la soluzione sia una vera rivoluzione liberale ? Bisogna dire cosa si intende per progresso sociale che la sinistra deve realizzare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...