GIORGIO E IO DI ANNA FANO

Mia nonna Anna o Annetta Fano era un personaggio straordinario. Una memoria di ferro, ha vissuto con lucidità e determinazione fino a 97 anni, dal 1901 al 1998, lasciando migliaia di pagine autobiografiche. Prima compagna e poi moglie di Giorgio Fano, filosofo idealista indipendente e originale, ha conosciuto da vicino molti grandi personaggi di quella Trieste, amata da Joyce, che ha prodotto Svevo e Saba. Mio padre Guido ha riordinato parte delle sue carte e pubblicato un libro splendido, Giorgio e io, che racconta i suoi primi 31 anni di vita, e soprattutto il suo amore tragico e impossibile per mio nonno Giorgio, che poi sarà compagno della sua vita. Donna indipendente e di grande cultura, di idee socialiste (lontane dal totalitarismo comunista) emancipata quando significava veramente qualcosa, aliena da retoriche femministe, illuminista e capace di dominare la vita difficile che ha dovuto affrontare: due guerre mondiali e Auschwitz, dove ha perso la madre e molti altri familiari. A soli 12 anni si appassiona di quest’uomo più grande di lei di 16, già sposato, che poi, dopo drammatici eventi, descritti con maestria nel libro, diventerà suo. Il romanzo è un ultimo scampolo di valore di quella Trieste mitteleuropea che tanto ha dato alla cultura italiana.

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