RESURREZIONE DI TOLSTOJ

Sto finendo di leggere Resurrezione di Tolstoj, l’ultimo grande romanzo dello scrittore russo. Di certo non ha la fluidità di Anna Karenina e Guerra e pace, perché la tesi che l’autore vuole sostenere traspare troppo. Il principe Nehljudof seduce una giovane serva nella casa delle zie, che poi rimasta in cinta e cacciata diventerà una prostituta. Il principe la ritrova dieci anni dopo in un processo in cui viene condannata ingiustamente ai lavori forzati. Il protagonista ha come un’illuminazione, un po’ artificiale, e decide di redimerla sposandola. Il romanzo si sviluppa in un lungo percorso del principe nel mondo carcerario zarista, pieno di riflessioni anarchiche, religiose e anticlericali. Per Tolstoj era stata molto importante la lettura delle Memorie da una casa di morti di Dostoevskij, da cui attinge. Nehljudov si rende un po’ alla volta conto della profonda ingiustizia del carcere, dove finiscono poveracci e gente senza possibilità di una vita dignitosa. Si accorge che le prigioni zariste più che a condannare il crimine servivano a mantenere in piedi un sistema profondamente ingiusto. La Maslova, la sua protetta, viene trasferita fra i condannati politici, dove il Principe incontra diverse figure di rivoluzionario. Mi ha colpito in particolare il veloce ritratto di Novodvorov nei capp. 14 e 15 della terza parte. Uomo antipatico, che esprime al Principe tutta la sua invidia per la diversità di condizione fra loro, diversamente da quanto fanno molti altri, lettore accanito di Marx, che è convinto di sapere ciò che è giusto per le masse, che egli disprezza forse ancor più di quanto fanno i nobili che le stanno sfruttando. Gli altri lo criticano per le sue idee illiberali e antidemocratiche, ma lui invece di agire in base a una riflessione meditata, asserve le proprie riflessioni ai propri sentimenti di vanità e invidia. Tolstoj tramite la sua poesia, nel 1898 aveva già visto quale sarà il tragico destino del comunismo sovietico del 1917.

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1 Commento

Archiviato in FILOSOFIA POLITICA, LETTERATURA

Una risposta a “RESURREZIONE DI TOLSTOJ

  1. Credici o no lo sto finendo di leggere anch’io in questi giorni. A differenza tua l’ho trovato fluido e scorrevole, con poche sovrastrutture filosofiche astratte, ma molto concreto. Concordo con te sulla descrizione Novodvorov di cui però capisco la sua elementare divisione del mondo ed il suo odio di classe. Non dimentichiamoci le reali condizioni di vita del tempo mirabilmente descritte da Tolstoj in questo romanzo.
    Fabrizio

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