SCELTA POLITICA

Quando si valuta un politico, o un movimento o un partito, la prima cosa da considerare è se sia serio, cioè se le proposte che fa siano ragionevoli, credibili e realizzabili. Che non dica, cioè cose del tipo: “Un milione di nuovi posti di lavoro”, ad esempio. Superato questo primo test, occorre considerare se sia onesto, cioè se farà quello che dice. E questo lo si misura bene sulla base del passato. Infatti se qualcuno non ha mantenuto la parola in genere continuerà su quella strada e viceversa. A questo punto, finite le questioni di metodo, si può entrare nel merito. Secondo me il merito di un progetto politico realizzabile e portato avanti da persone oneste ha tre aspetti: l’equità, la dovizia e la convenienza. Di solito si misura l’equità con il coefficiente di Gini, che valuta la differenza dei redditi e con il coefficiente di elasticità intergenerazionale dei redditi, che misura la mobilità sociale. La dovizia è facile da misurare, se rimaniamo in una prospettiva puramente monetaria, che ha i suoi limiti, ma qui non andrei oltre. La dovizia si misura con l’aumento del PIL. Infine la convenienza si valuta sulla base di ciò che a me personalmente conviene. Se, ad esempio, sono dipendente pubblico, un aumento dei controlli sull’evasione fiscale mi conviene, invece tagli alla spesa pubblica sono contrari ai miei interessi. Spesso sussiste un trade off fra equità e dovizia, per cui bisogna trovare un buon compromesso fra queste due esigenze. La soluzione proposta da Rawls è il famoso principio del maximin, cioè scegli quel progetto che massimizza la condizione di chi sta peggio. Capita a volte che ci siano diversi progetti politici che siano equivalenti rispetto a questo criterio. Solo adesso allora sceglierò di appoggiare quel progetto che a parità di rispetto del principio di maximin più mi conviene.

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3 commenti

Archiviato in FILOSOFIA POLITICA

3 risposte a “SCELTA POLITICA

  1. «La dovizia si misura con l’aumento del PIL».
    Ma forse l’aumento del PIL non è più un parametro affidabile per valutare la qualità di un progetto politico. A patto che lo sia mai stato.

    • La dovizia non è un buon parametro per impostare un progetto politico. E’ sbagliato pensare che che la felicità dipenda dal reddito monetario.
      L’offerta politica deve invece orientarsi verso la rimozione dei disagi e la proposta di nuove opportunità per migliorare le condizioni economiche e sociali delle persone. Nel caso italiano è bene che il PIL decresca perché occorre che sia riqualificato eliminando il consumismo, gli sprechi, l’inefficienza della pubblica amministrazione e la corruzione. Nel Pil viene compreso il reddito lordo dei cittadini. Almeno il 50 per cento delle tasse devono essere restituite ai cittadini.

  2. Michele

    Eccettuata l’ultima tua frase, che non mi sento di valutare, condivido la tua riflessione. Mi pare ragionevole.

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