PRESENTISMO ED ETERNALISMO

Ci muoviamo nella prospettiva di mettere a punto alcune nozioni metafisiche e poi confrontarle con le nostre migliori teorie scientifiche, in modo da ottenere alcuni spunti su come è fatto il mondo in cui ci troviamo.

Ci sono insiemi di operazioni, che chiameremo O1, O2…appartenenti a O. Ci sono funzioni, che chiameremo G1,G2… da O a intervalli di numeri reali, che chiamiamo “proprietà”.

Indichiamo con P “E’ possibile che” e con N “E’ necessario che.

Definizione del movimento. Se P(G(O)®(a,b)), G(O)®(c,d), N(G(O)®(e,f)) e a<c<b<e<d<f oppure e<d<f<b<c<a allora M(G, (a,b), (e,f)) oppure M(G, (e,f), (a,b)), cioè G è in movimento; se a<c<b<e<d<f allora G diminuisce, mentre se e<d<f<b<c<a allora G aumenta.

Probabilmente sussiste una sorta di intercambiabilità fra le nozioni modali e quella di movimento.

Consideriamo primitiva M(G, (a,b), (e,f)), allora preso un qualsiasi c tale che a<c<b e un qualsiasi d tale che e<d<f allora se M(G, (a,b), (e,f)) allora P(G(O)®(a,b)), G(O)®(c,d), N(G(O)®(e,f)).

Definizione del tempo. Se M(G, (a,b), (e,f)), allora G(O)®(a,b) precede G(O)®(e,f).

Si noti che il tempo eredita le proprietà metriche e topologiche del movimento della proprietà G scelta per definirlo.

Introduciamo un nuovo primitivo, cioè una relazione a 2 posti C, che va intuitivamente interpretata come “la proprietà G1 circonda la proprietà G2”.

C è antisimmetrica.

Definizione di luogo. Se al tempo t1 G1 circonda G2 e al tempo successivo t2 G3 circonda G2, si dice che G1 al tempo t1 ha lo stesso luogo di G3 al tempo t2.

Un “moto” è una proprietà che passa da un luogo a un altro luogo.

Un “moto periodico” è un moto che si ripete uguale a intervalli di tempo regolari.

Per “evento” intendiamo il risultato di una misura di una qualsiasi variabile fisica.

In questo modo ci muoviamo in una prospettiva molto concreta, dato che un evento è semplicemente l’attribuzione di un valore a una variabile.

Inoltre le nozioni di “evento” e tempo” sono operativamente definite.

Due eventi x e y sono “simultanei” sse esiste un evento z tale che un segnale luminoso che va da x a z e uno che va da y a z interagiscono in z.

Con “x è concreto rispetto a y” intendiamo “date le nostre conoscenze fisiche attuali è possibile che y interagisca con x”.

Con “x è sin-concreto rispetto a y” intendiamo che x è concreto rispetto a y e anche simultaneo con esso.

“x esiste” significa che c’è indipendentemente dal tempo.

Il termine “esiste” può essere interpretato in molti altri modi. Potrebbe voler dire “esiste nel presente”, ma non sappiamo ancora che cosa sia il presente. Potrebbe voler dire “è il valore di una variabile vincolata in un qualche enunciato delle nostre migliori teorie scientifiche”; tuttavia sembra che, se una certa variabile è eliminabile dalle nostre migliori teorie scientifiche, allora siamo sicuri che quella variabile non ha riferimento, si pensi ad esempio al flogisto, mentre se una variabile non è eliminabile, questa non è ragion sufficiente per impegnarsi ontologicamente in un’entità a cui si riferisce. “esiste fuori dal tempo” a è una nozione fortemente metafisica rispetto alla quale è difficile che le nostre teorie scientifiche migliori abbiano qualcosa da dirci. Ci proviamo lo stesso.

Occorre fornire anche una definizione di “interazione potenziale”.

L’evento x può interagire con l’evento y sse sulla base delle leggi scientifiche conosciute è possibile che x modifichi y o viceversa.

Si noti che inseriamo sempre operatori epistemici, perché con ogni probabilità sussiste una differenza immensa fra le leggi che conosciamo e quelle che potremmo conoscere. Noi dobbiamo formarci un’immagine del mondo sulla base di quello che sappiamo, non sulla base di quello che potremo sapere, che potrebbe essere profondamente diverso da ciò che conosciamo oggi.

Il presentista sostiene che dato un evento y esistono solo gli eventi Y tali che:

1. Y è un sottoinsieme di X di eventi all’interno del quale la simultaneità è una relazione di equivalenza;

2. Y è la classe di equivalenza a cui appartiene y rispetto alla relazione di simultaneità.

L’eternalista, invece sostiene che “Per y esistono tutti gli eventi sin-concreti rispetto a y”.

A questo punto assumiamo questa forma debole di realismo semantico:

WSR: Se un certo pezzo di mondo w è un modello di una teoria T, allora tutti gli enunciati di T sono approssimativamente veri in w.

Affinché w sia un modello di T è sufficiente che w soddisfi gli enunciati osservativi di T. Questo rende non vuoto WSR. Sappiamo che il termine “approssimativamente veri” è difficile da definire con rigore, ma intuitivamente è abbastanza chiaro.

Nelle prossime pagine esamineremo una serie di situazioni fisiche diverse, al fine di valutare la ragionevolezza del presentismo e dell’eternalismo. Per fare questo ci baseremo sul seguente ragionevole principio metodologico che potemmo chiamare del Giusto Mezzo Ontologico:

Non è accettabile arrivare alla conclusione che non esista in senso assoluto nulla oltre all’evento in esame, tuttavia se esiste un’alternativa all’affermazione che esiste tutto, essa è più ragionevole.

Ci troviamo dentro l’LHC, dove una particella si muove a velocità vicine a quelle della luce. Questa particella è un modello della teoria della relatività speciale. Applicando WSR per questa situazione fisica lo spazio-tempo di Minkowski è una descrizione approssimativamente vera.

Con un adeguato apparato di misura stabiliamo che al tempo t una carica positiva si trova in s. Chiamiamo questo l’evento y. Allora il presentista sosterrebbe che esistono (cioè ci sono indipendentemente dal tempo) solo gli eventi simultanei a y dove la simultaneità deve però essere una relazione di equivalenza. In pratica l’esistenza si ridurrebbe a nulla, perché queste condizioni non valgono per nessun altro evento. Per l’eternalista, invece, esisterebbero tutti gli eventi sin-concreti rispetto a y, cioè per il teorema di Putnam, tutti gli eventi interni al pezzo di mondo w che stiamo esaminando. La posizione del presentista è talmente paradossale che si elimina da sé. Per cui è ragionevole affermare che in questo contesto l’eternalista abbia ragione.

Usciamo dall’LHC e ci troviamo per le strade di Ginevra, dove un’automobile si muove a circa 30 km/h. Il moto di questa auto è un modello della meccanica classica. Rileviamo che al tempo t l’automobile si trova a Place de la Synagogue. Allora il presentista si trova a sostenere che esistono tutti quegli eventi che sono simultanei con l’arrivo dell’automobile in Place de la Synagogue ammesso che la simultaneità sia una relazione di equivalenza. In questo contesto lo spazio-tempo di Newton possiede un iperpiano di simultaneità che attraversa più o meno l’intero nostro pianeta, visto che il moto dell’automobile fa parte di un sistema di corpi in movimento che rispetta la meccanica classica fino a estendersi per tutta la Terra compresa l’atmosfera. L’eternalista, invece si trova a sostenere che esistono anche tutti gli eventi passati e futuri del nostro pianeta. Qui, al contrario che nel caso precedente, è la posizione eterna lista che si elimina da sé per la sua assurdità.

Usciamo dalla macchina, è notte e guardiamo Il carro o Orsa maggiore. Esso è un modello della relatività generale, che rispetto al tempo, si comporta in modo simile a quella ristretta. Ne segue che per l’orsa maggiore vale la posizione eterna lista, secondo cui esistono tutti gli eventi del sistema.

Infine, sdraiati a letto nella nostra cameretta ginevrina, proviamo a pensare all’intero Universo. Esso, per quel poco che ne sappiamo, è un modello della relatività generale. Dalle nostre osservazioni e previsioni, inoltre, risulta che per esso vale il principio di Weyl. Ne segue che è possibile una foliazione privilegiata, in accordo con la quale l’Universo è nato circa 14 miliardi di anni fa. Questa prospettiva è molto simile a quella dell’automobile in Place de la Synagogue. Per il presentista esistono solo gli eventi che fanno parte della foliazione privilegiata 14 miliardi di anni, mentre per l’eternalista tutti gli eventi dell’universo. Qui, ancora una volta, la posizione eterna lista si elimina da sé.

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3 commenti

Archiviato in FILOSOFIA DELLA FISICA

3 risposte a “PRESENTISMO ED ETERNALISMO

  1. I presentisti sono socialisti; gli eternalisti sono liberali.

    • Se coloro che si riconoscono socialisti si sentiranno offesi per essere tacciati di presentisti e lo stesso sentimento proveranno i liberali per essere considerati eternalisti (termine utile ma non ancora accettato dal dizionario!), l’origine del risentimento va ascritto al post di Vincenzo. Il motivo è che la storia si svolge col susseguirsi di fatti che coinvolgono i “presenti” per durate scandite nel tempo, mentre eventi esogeni, la cui prevedibilità ricade tra i fenomeni, anche attesi – ma casuali o sopranaturali – sconvolgono, col loro accadere, la serie dei fatti contingenti così come i “presenti” stessi attendono. La frase può essere scritta meglio ma spiega perché i socialisti sono presentisti e i liberali eterna listi. Preso atto che entrambi sono tra i “presenti”, i primi resistono al cambiamento pensando che la felicità si consegua con la ridistribuzione dei redditi che si sono ridotti per l’accadimento imprevisto, i secondi pensano di sfruttare le opportunità dell’esogeneità per aumentarli. Entrambi hanno ragione ma devono mettersi d’accordo e capire che la distribuzione della ricchezza secondo equità. si ottiene solo volendosi bene l’un l’altro.

  2. Presentisti ed eternalisti devono mettersi d’accordo per non annientarsi in una cameretta d’albergo a Ginevra. Inizino un percorso partendo da Assisi.
    Mi sono permesso di citare questo post nella pagina Anima e Corpo del blog di Pibond. http://pibond.blogspot.it/p/anima-e-corpo.html

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