HEIDEGGER E IL NAZISMO

Che Heidegger fosse una persona umanamente e politicamente molto eccepibile c’erano pochi dubbi. E questo saggio lo dimostra in modo ampio e conclusivo. Resta la domanda se fra la sua azione e il suo pensiero ci sia una così stretta connessione, come sia Faye, sia a suo tempo Farias sostengono. Io non lo so. Quel che so è che se uno conosce bene l’entroterra da cui Heidegger proviene, cioè Natorp, Cassirer, Brentano, Husserl ecc., quando si legge Essere e tempo si ha la sensazione di una parodia di quelle raffinatissime analisi. Poi sull’Heidegger mistico non metto becco, ma ho la sensazione che nel ’29 dopo aver vinto la cattedra non aveva più voglia di studiare seriamente e così buttava giù delle suggestioni. Nelle lezioni degli anni ’20, invece, si vede che Heidegger sapeva far parlare i testi.

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1 Commento

Archiviato in FILOSOFIA MORALE

Una risposta a “HEIDEGGER E IL NAZISMO

  1. L’uomo, che è un medesimo nella storia, assimila il cambiamento senza mutare le sue peculiarità che consistono nella sua capacità di elaborare e portare a termine progetti. L’uomo, come essere vivente che si riproduce, non ha storia, ma è un essere immerso nella storia, che continuamente vi si adegua, anche senza comprendere. Heidegger, ahinoi, si trovò ad assimilare il nazismo.

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