LA FIGLIA DELLA FORNERO

La figlia di Elsa Fornero ha ricevuto minacce anonime. Questo è una conseguenza della campagna di diffamazione su internet di cui è stata vittima. Silvia De Aglio ha un ottimo curricolo e quindi i circa 3000 euro al mese che guadagna se li merita tutti. Questo episodio ci impone una riflessione. Facciamo l’ipotesi semplificatrice che lo stipendio sia l’unica fonte di benessere per le persone. Sappiamo che non è così, ma per il ragionamento che vorrei fare parlare di benessere in senso più generale non cambierebbe nulla. Immaginiamo una società in cui tutti guadagnassero per legge in base a puri parametri di bisogno, come nel famoso detto “stipendi non sulla base dei meriti, ma dei bisogni”. Rapidamente accadrebbe che nessuno si impegnerebbe più, perché purtroppo l’uomo, come quasi tutti gli altri animali, è profondamente pigro, per cui se ognuno sa che riceve comunque lo stesso, a seconda dei figli e delle esigenze che ha, nessuno si darebbe molto da fare. E questo provocherebbe rapidamente una diminuzione della ricchezza prodotta, povertà e desolazione, come è capitato nelle cosiddette democrazie popolari oltre Cortina. Immaginiamo invece che nella stessa società diverse funzioni siano stipendiate in modo diverso. Ad esempio sulla base della ricchezza che producono le decisioni prese da chi svolge quelle funzioni e anche sulla base dell’impegno che ognuno mette nel proprio lavoro e infine sulla base della complessità del processo di formazione necessario per espletare quel lavoro. Allora avremo di nuovo molta gente che proverà a laurearsi in medicina e ingegneria, molti che si impegnerebbero nel loro lavoro e che aspirerebbero a ricoprire quei posti di lavoro con stipendi migliori. La ricchezza globale prodotta da una simile società aumenterebbe costantemente e tutti, anche quelli che guadagnano meno, ne beneficerebbero. Questo è un ragionamento molto semplice che dovrebbero fare tutti quelli che stigmatizzano gli stipendi più alti di certe posizioni. Poi è vero che in Italia ceti stipendi sono decisamente eccessivi rispetto alla funzione, come quelli dei parlamentari, ma questo è un altro discorso. Inoltre è anche vero che molti raggiungono certe posizioni e poi non sono all’altezza del compito e la situazione sclerotica del nostro mercato del lavoro impedisce di rimuovere chi non si impegna, ma questo non vuol dire che non sia giusto che gli stipendi siano diversi.

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