LA VERA RIVOLUZIONE SAREBBE L’USO DELLA RAGIONE

Ho sempre pensato che la maniera migliore per distinguere fra destra e sinistra sia seguire questa definizione: è di destra un’azione o posizione che rinuncia a rendere più equa la società in cui viviamo è di sinistra un’azione o tesi che promuove una maggiore equità sociale. Mi riferisco a singole azioni o tesi e non a persone o gruppi politici, perché una singola persona o un gruppo possono fare o sostenere la sinistra in alcune occasioni e la destra in altre.  Inoltre non intendo le intenzioni con cui una tesi viene sostenuta o un’azione viene compiuta, ma a come concretamente è la tesi o l’azione. La politica, a differenza della morale, non è costituita di intenzioni, ma di conseguenze. Infine questa definizione richiede una definizione esplicita di che cosa sia l’equità sociale. Mi sono sempre avvalso del principio proposto da Rawls del maximin: la società è tanto più equa quanto in essa chi sta peggio sta meglio. Siccome però l’indagine di che cosa sia equo è sempre molto difficile e articolata, piuttosto che esplicitare che cosa sia l’equità sociale, forse è meglio lasciare indeterminato questo concetto e inserire nella definizione un processo di ricerca: è di destra un’azione o posizione che rinuncia a rendere più equa la società in cui viviamo è di sinistra un’azione o tesi che prende le mosse dalla ricerca di una maggiore equità sociale. Oggi in italia, probabilmente, la vera rivoluzione sarebbe concepire la politica con spirito di ricerca razionale.

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1 Commento

Archiviato in FILOSOFIA POLITICA

Una risposta a “LA VERA RIVOLUZIONE SAREBBE L’USO DELLA RAGIONE

  1. 1. È di Destra la persona che crede in una società nella quale possa sempre scegliere liberamente – tra le opportunità che le istituzioni gli sono offerte – l’occupazione pertinente alla propria indole per ottenere la felicità che spera di realizzare per se stesso, coesa al benessere intrinseco al suo progetto esistenziale. Questa persona aspira a far parte di una società fondata sulla libertà di esistere, dove, sul diritto, grava solo il peso di un’etica condivisa.
    2. È di Sinistra la persona che accetta di vivere in una società dove il benessere, per tutti, è configurato in forma standard secondo i bisogni che si costituiscono come oggetto di diritto inalienabile. Queste persone formano una società, dove la libertà consiste nel dover esistere secondo leggi e regolamenti e dove la giustizia grava sulla libertà di esistere.
    Credo che siamo fondamentalmente d’accordo.
    http://www.pibond.blogspot.it/2012/11/di-destra-o-di-sinistra.html

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