LA LOGICA E IL MAESTRO BOCCIATO

In questi giorni ha circolato molto sul web questo post sul concorsone per l’assunzione in ruolo degli insegnanti. La storia raccontata è toccante e merita attenzione. Un maestro supplente, evidentemente impegnato e appassionato per l’insegnamento, con ampia esperienza e un modo di entrare in classe aperto e serio è stato bloccato dal test di ammissione al concorso. Questo test aveva già suscitato ampie polemiche, perché basato su scelte multiple e orientato su argomenti a carattere logico e anche aritmetico. La situazione è difficile. Credo che ci siano centinaia di migliaia di domande, per cui fare la selezione è un compito immane e spropositato, per cui qualsiasi metodo non può che essere frettoloso e discutibile. E purtroppo il maestro è incappato in un test magari particolarmente difficile, oppure ambiguo, oppure in un momento di non totale lucidità. Detto questo però, da un punto di vista del contenuto non sono d’accordo. In primo luogo, non è vero che è un computer che lo ha scartato. Il computer è stato programmato da persone e semplicemente eseguiva un compito in tempo minore. In secondo luogo l’esempio di domanda che propone dileggiandolo è tutt’altro che banale. Per insegnare la prima cosa, ancor prima del sapere, dell’impegno, della Costituzione e di tante altre belle cose, è la consapevolezza logico-linguistica. L’insegnamento non è solo logica, ma senza quella non si va da nessuna parte. Bene ha fatto quindi il Ministero a controllare prima di tutto le capacità cognitive minimali dei possibili neoassunti insegnanti. Una persona che non sia in grado di destreggiarsi in mezzo a semplici argomentazioni non potrà mai trasmettere in un alunno la maggiore difesa contro i malintenzionati della politica, cioè i maestri del raggiro, dell’uso retorico delle parole, del camuffamento dei fatti, dell’alzare la polvere per fare i propri comodi, del sofisma che nasconde le vere intenzioni. L’assenza di queste doti è proprio ciò che ha permesso a tanti di governarci raccontandoci delle frottole alle quali noi italiani abbiamo supinamente creduto.  La prima cosa di un cittadino, e quindi anche di un insegnante che lo forma, è la pulizia mentale.

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1 Commento

Archiviato in FILOSOFIA DELLA SCIENZA, POLITICA, SOCIETA'

Una risposta a “LA LOGICA E IL MAESTRO BOCCIATO

  1. Semplice e ineccepibile: il suo discorso mi trova singolarmente consonante. Il mio primo manuale di logica, che lessi ancora ragazzo, era il classico Copi (oggi Copi-Cohen). Non ho più quell’edizione, ma mi è rimasto in mente il titolo dell’introduzione scritta da Enzo Melandri: “Logica, introduzione alla democrazia”. Oggi nel mio piccolo, provando a fare l’insegnante di filosofia in un liceo, affronto più o meno ogni anno il “circolo” che consiste nel mobilitare la logica utens degli studenti per avvicinarli alla logica docens onde migliorare la logica utens “di partenza”. “Ragionare pulito” è condizione necessaria di autonomia (anche in senso morale, ovviamente).

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