FORLONIA E IL PARADOSSO DEI PURISTI

Nella popolazione di Forlonia tutti considerano ingiusto che capiti A e giusto che capiti B.

Si presentano i candidati Pippo e Topolino e Pluto.

Pippo dice “eliminerò tutti gli A”.

Topolino dice “il primo anno elimineremo il 10% degli A, poi se troviamo le risorse procederemo con il risanamento della situazione”.

Pluto non parla minimamente del problema degli A.

A Forlonia ci sono 30 elettori che guadagnano dall’eliminazione di A, chiamiamoli POVERI, 40 per cui è indifferente, chiamiamoli MEDI e 30 che ci perdono, chiamiamoli RICCHI.

Si va alle elezioni. Pippo ottiene solo i voti dei POVERI, cioè 30, PLUTO ottiene 40 voti, cioè tutti quelli dei RICCHI più un po’ di MEDI che sono in vario modo agganciati al carro dei RICCHI; Topolino ottiene 20 voti dei MEDI e poi ci sono 10 astenuti.

Molti puristi avrebbero abbracciato il programma di Pippo senza purtroppo  rendersi conto che se si fosse abbracciato il programma di Topolino, probabilmente si sarebbero vinte le elezioni con un progetto ragionevole di risanamento. Dando invece spazio a Pippo si sono perse drammaticamente le elezioni e con esse le possibilità di cambiamento.

Purtroppo la posizione del purista è di un conformismo notevole; la ritrovo intorno a me da tutte le parti ed è tipica dei RICCHI e dei MEDI intellettuali che si sentono in colpa per la loro posizione privilegiata. Paradossalmente questo appoggio che l’intellettuale dà alle giuste rivendicazioni dei POVERI porta con sé il paradosso che la situazione resta immobilmente iniqua, con vantaggio proprio dei RICCHI e dei MEDI. Sono convinto che in molti puristi questo effetto paradossale venga perseguito consapevolmente.

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3 commenti

Archiviato in FILOSOFIA POLITICA

3 risposte a “FORLONIA E IL PARADOSSO DEI PURISTI

  1. Questi “puristi”, RICCHI e MEDI “intellettuali” (“che si sentono in colpa”), ipotizzi che abbraccerebbero ipocritamente il programma di Pippo -comportamento conformista, dici, e paradossale- invece del programma “ragionevole” di Topolino.

    Ma nell’esempio di Forlonia, che usi per mostrare che alla fine purtroppo vincerebbe Pluto, non hai fatto votare per Pippo nemmeno un RICCO né MEDIO. Anzi, hai persino spostato il voto di un po’ di MEDI su Pluto. Cioè, nel tuo esempio questi “puristi” non sono presenti affatto.

    Quindi non puoi utilizzare l’esempio di Forlonia per delineare la figura del purista. Di fatto, nell’esempio di Forlonia i puristi non esistono, né tra i RICCHI (che votano tutti per il loro Pluto), né tra i MEDI (nessuno dei quali vota per il progressista Pippo; anzi, come già detto qualcuno si “aggancia” addirittura “al carro” dei RICCHI).

    ***

    In ongi caso, va osservato che se “Pluto non parla minimamente del problema degli A”, non è per questo detto che il suo operato non porterebbe, magari indirettamente, al miglioramento della loro situazione. E ancora, accade spesso che chi fa promesse come “eliminerò tutti gli A” o “il primo anno elimineremo il 10%… ecc.), poi non le mantiene.

    Il punto è: Forlonia, comunque la si pensi, è solo un agglomerato urbano ideale. Il mondo reale muove secondo dinamiche molto più intricate. O, se si vuole, molto più disneyane.

  2. Secondo me le cariche elettive nelle istituzioni politiche, sociali ed economiche dovrebbero essere coperte da 1. chi sa fare per guadagnare e/o 2. da chi sa guadagnare per fare.

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