NON CI SONO BUCHI

Nel suo famoso dialogo del 1983, David Lewis sostiene che, siccome non riusciamo a eliminare i buchi dal dominio della nostra quantificazione, i buchi esistono. E, se siamo materialisti, dobbiamo trovare una teoria materialistica dei buchi. Lewis propone che i buchi siano sostanzialmente i contorni. Giustamente Varzi e Casati hanno ampiamente criticato questa impostazione che porta con sé una miriade di paradossi. Franck Jackson, nel suo Perception ha detto invece che i buchi non sono nulla. I buchi di certo non sono entità indipendenti (sostanze), perché senza ciò che perforano non possono esistere. O sono oggetti dipendenti, oppure riducibili ad altre parti materiali, oppure possono essere eliminati. Mi sembra che Varzi e Casati propendano per la tesi secondo cui sono oggetti dipendenti, poiché la posizione riduzionista porta con sé una messe di altri paradossi. Sui buchi mi sentirei invece un eliminazionista: i buchi sono come il calorico e l’etere, cioè non ci sono. Avevo 14 anni e parlando con un caro amico di quei tempi si nominava spesso la f….a. Mio fratello un po’ più grande ci prendeva in giro e diceva: “Eccola!” e faceva il gesto di penetrare con il bacino l’aria vuota. Lewis, Casati e Varzi mi direbbero: “Ma tu non riesci a non parlare di buchi”. A me viene da rispondere, che io sappia nessuna teoria scientifica cognitivamente rilevante utilizza i buchi. Loro giustamente potrebbero ribattere: ma anche la percezione è una fonte di conoscenza, anche se problematica e inaffidabile, e noi i buchi li percepiamo. Percepiamo anche le ombre, ma anche quelle direi che non esistono nel senso più radicale del termine. Infine una considerazione sul criterio di esistenza usato da Lewis. Direi che se le nostre migliori teorie scientifiche non riescono a non quantificare su un certo tipo di oggetti, questo è un criterio di esistenza necessario, ma non sufficiente. Solo una forma di realismo scientifico estremo darebbe a quel criterio la sufficienza.  Quando facciamo biologia evoluzionista non riusciamo a non parlare, ad esempio, di fitness darwiniana, ma non credo che nessuno pensi seriamente che la fitness darwiniana esista.

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