LE SCIOCCHEZZE DI MICROMEGA

Sull’ultimo numero di Micromega, come al solito, si tuona contro l’austerità. In un famoso articolo, Reinhart e Rogoff hanno mostrato che esiste una notevole proporzionalità inversa fra debito pubblico consolidato e crescita del PIL, che, quando la prima supera il 90%, diventa drammatica. A parte il fatto che il nostro debito del 130% del PIL ci pone in una situazione in cui non è che possiamo scegliere fra una politica economica austera e una spendacciona, poiché se lo aumentassimo ancora rischieremmo il default; resta il fatto che l’articolo di Micromega è sviante. E’ vero che nel lavoro di Hermdon, Ash e Pollin i dati sono in generale un po’ diversi e molto diversi con debito pubblico superiore al 90%, ma è anche vero che la tesi di fondo di Reinhart e Rogoff non è minimamente scalfita  cioè la crescita negli ultimi 60 anni nelle 20 economie più sviluppate diminuisce all’aumentare del debito consolidato, come nota giustamente l’Economist.

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3 commenti

Archiviato in POLITICA

3 risposte a “LE SCIOCCHEZZE DI MICROMEGA

  1. Massimiliano Badino

    Il punto però, Enzo, non è tanto la serie storica per le economie più sviluppate, quanto la conseguenza teorica che R&R traggono ossia l’esistenza di una soglia che rende fortemente non lineare la correlazione debito-crescita. È questo il punto politically charged, perchè è su questa non linearità che molti, ad esempio Rehn, hanno argomentato l’austerità per il futuro. Quello che il paper di UMass mostra è che un’analisi fine dei dati può rivelare una linearità della correlazione. Dal punto di vista politico (e se vogliamo epistemologico) il risultato del paper di UMass è quello, credo non indifferente, di mostrare quanto ancora dibattibile sia una tesi considerata precedentemente “widely acknowledged” (anche grazie ad un atteggiamento alquanto disinvolto di R&R sui media).

  2. Grazie massimiliano. E’ vero sparisce il valore della soglia del 90%, resta però il fatto che l’aumento del debito pubblico sfavorisce la crescita.

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